Tour de France 2026, Jasper Philipsen vince la volata dei fuggitivi al termine di una tappa folle!

Finalmente Jasper Philipsen al Tour de France 2026. Dopo esserci andato vicino in diverse occasioni, il belga della Alpecin-Premier Tech lascia infine il segno in questa edizione della Grande Boucle imponendosi in volata sul traguardo di Voiron e conquistando così l’undicesima vittoria in carriera nel GT transalpino, che gli permette anche di rilanciarsi in chiave Maglia Verde. Perfettamente pilotato dal compagno di squadra Mathieu van der Poel, il 28enne ha regolato gli altri componenti di una fuga che ha impiegato più di metà tappa a formarsi, in un’altra giornata affrontata ad alta velocità sin dal via e ricca di attacchi e contrattacchi.

Secondo posto per Mauro Schmid (Team Jayco AlUla) davanti a Olav Kooij (Decathlon CMA CGM), mentre ha chiuso ottavo Mads Pedersen (Lidl-Trek), che vede Philipsen avvicinarsi a soli sette punti nella classifica Maglia Verde. Giornata invece tranquilla tra i big, che hanno concluso tutti assieme con un ritardo di 8’46”: Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG) mantiene quindi la Maglia Gialla con 4’32” di vantaggio su Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-hansgrohe) e 6’51” su Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG).

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Ancora una volta è Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarché) il primo a muoversi, scattando non appena il direttore di gara Christian Prudhomme sventola la bandiera. Con lui si muove Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility) e i due guadagnano una decina di secondi, riuscendo così a lasciarsi inizialmente alle spalle una bagarre che vede la EF Education-EasyPost subito molto attiva, lanciando Kasper Asgreen, al quale si accoda Marco Haller (Tudor Pro Cycling Team). Questo tentativo tuttavia dura molto poco, perché anche la Netcompany Ineos ha voglia di fuga, provando con Kévin Vauquelin a portare via una nuova azione dopo che anche la coppia di testa viene ripresa.

Il francese prende in testa il primo GPM di giornata, ma nel corso della salita non riesce a fare la differenza, così come vani sono i tentativi di Mads Pedersen (Lidl-Trek), consentendo così a Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step) di passare per primo in cima. A rilanciare l’azione è Quinn Simmons (Lidl-Trek) assieme a Thymen Arensman (Netcompany Ineos), ma anche questi tentativi non portano risultati, al pari di quello seguente con Mathias Vacek (Lidl-Trek) e Max Walker (EF Education-EasyPost). In gruppo intanto una caduta coinvolge marginalmente anche Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) e Lenny Martinez (Bahrain Victorious), che si ritrovano così costretti a inseguire mentre si prosegue a scatti continui. Malgrado alcune azioni, che coinvolgono anche Julian Alaphilippe (Tudor Pro Cycling Team) e Ben Healy (EF Education-EasyPost), oltre che ancora Pedersen, il gruppo è nuovamente compatto in cima e stavolta Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) ha la meglio al GPM, sorprendendo la Maglia a Pois.

Subito dopo ripartono gli scatti, con il gruppo che si spezza attorno alla ventesima posizione, alle spalle della Maglia Gialla, che comunque non insiste. Dopo nuove azioni che portano ai piedi del Col des Près, il momento culmine della lunga fase ascendente iniziale, in testa si ritrovano Nils Politt (UAE Team Emirates XRG), Per Strand Hagenes e Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike), Nico Denz (Red Bull – Bora – hansgrohe), Quinn Simmons (Lidl-Trek), Alex Baudin e Sean Quinn (EF Education-EasyPost), Tiesj Benoot (Decathlon CMA CGM), Harold Tejada (XDS Astana), Matej Mohorič (Bahrain Victorious), Egan Bernal e Joshua Tarling (Netcompany Ineos), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech), Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla), Anders Skaarseth (Uno-X Mobility), Pablo Castrillo (Movistar Team), Xabier Azparren (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Clément Braz Afonso e Guillaume Martin (Groupama-FDJ United), Robbe Dhondt (Team Picnic PostNL) e Abel Balderstone (Caja Rural-Seguros RGA).

Dietro, tuttavia, Mads Pedersen rilancia l’azione per cercare di chiudere i poco meno di 30 secondi che si erano creati. Davanti Simmons smette dunque di tirare, finendo per rialzarsi per attendere il suo capitano, ma il gruppo non li lascia andare, con Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) a muoversi in prima persona. L’azione viene dunque annullata, ma Simmons tiene alto il ritmo creando una selezione che sorprende anche alcuni big. Da un gruppo di poco più di 40 unità mancano infatti Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG), Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Lenny Martinez (Bahrain Victorious), Jordan Jegat (TotalEnergies) e Yannis Voisard (Tudor Pro Cycling Team), mentre davanti si prosegue a ritmo serrato, con soprattutto Van der Poel e Simmons che provano a rilanciare.

Il gruppo degli inseguitori, tirato da Jayco AlUla e Pinarello Q36.5 non riesce ad avvicinarsi, restando sempre a circa 40 secondi, ma con loro ci sono anche Pedersen e Olav Kooij, portando così la Decathlon CMA CGM a dare il suo contributo, soprattutto nel momento in cui davanti si rialzano gli uomini di classifica e i loro gregari. In testa restano così Per Strand Hagenes (Visma | Lease a Bike), Jai Hindley (Red Bull – Bora – hansgrohe), Quinn Simmons (Lidl-Trek), Alex Baudin (EF Education-EasyPost), Tiesj Benoot (Decathlon CMA CGM), Matej Mohorič (Bahrain Victorious), Egan Bernal e Joshua Tarling (Netcompany Ineos), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech), Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla), Pablo Castrillo ed Einer Rubio (Movistar Team), Clément Braz Afonso e Guillaume Martin (Groupama-FDJ United) e Rick Pluimers (Tudor Pro Cycling Team). Una composizione che tuttavia non sembra facilitare una corretta collaborazione e nuovamente ci si muove a scatti.

Dopo qualche allungo, davanti ci si ricompatta, mentre dietro la Decathlon smette di tirare e a quel punto ripartono gli attacchi. Ci provano prima Kasper Asgreen (EF Education-EasyPost) e Victor Campenaerts (Visma | Lease a Bike), subito stoppati, poi vanno via Ben Healy (EF Education-EasyPost), Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike) e Mathis Le Berre (TotalEnergies), che riescono ad avvicinarsi a 30″ dal drappello di testa e a guadagnare 50″ sul plotone, che ha fortemente rallentato. La Decathlon, però, torna improvvisamente ad alzare il ritmo e nel giro di poco torna ad avvicinarsi a 40″ dai battistrada, sui quali sono rientrati i tre inseguitori. In fondo al gruppo, invece, si segnala un Adam Yates (UAE Team Emirates XRG) in grande difficoltà a causa di problemi di stomaco, con il britannico che quasi non riesce ad andare avanti, anche se poi si riprenderà e, aiutato dal compagno di squadra Tim Wellens, riuscirà a completare la tappa.

Con la Decathlon a riportare il gruppo a soli 20″ dagli attaccanti, partono nuovamente gli scatti: primo a muoversi è un inesauribile Mads Pedersen, che nel giro di poco riesce a rientrare sul gruppetto al comando. Alle spalle del danese si formano altri due drappelli: il primo è composto da Victor Campenaerts (Visma | Lease a Bike), Olav Kooij (Decathlon CMA CGM), Harold Tejada (XDS Astana), Michał Kwiatkowski (Netcompany Ineos), Edward Planckaert ed Emiel Verstrynge (Alpecin-Premier Tech), Michael Matthews (Team Jayco AlUla), Lewis Askey (NSN Cycling Team), Jordan Jegat e Joris Delbove (TotalEnergies) e Robbe Dhondt (Team Picnic PostNL). Nel secondo ci sono invece Nils Politt (UAE Team Emirates XRG), Derek Gee-West (Lidl-Trek), Michael Valgren (EF Education-EasyPost), Aaron Gate (XDS Astana), Vlad Van Mechelen (Bahrain Victorious), Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech), Ben O’Connor e Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility), Raúl García Pierna (Movistar Team), Huub Artz e Georg Zimmermann (Lotto-Intermarché), Hugo Page (Cofidis), Quinten Hermans (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Clément Russo (Groupama-FDJ United) e Abel Balderstone (Caja Rural-Seguros RGA).

Il primo gruppetto riesce a riportarsi rapidamente sui 20 uomini al comando, mentre il secondo, dal quale perde definitivamente contatto Wærenskjold, si ritrova a dover recuperare 40″. Nel plotone, invece, torna la calma, tanto che riescono anche a rientrare molti dei ritardatari, e da quel momento si porta in testa la UAE Team Emirates XRG, imponendo un ritmo regolare che porterà poi il gruppo a chiudere con 8’46” di ritardo. A giocarsi la vittoria di giornata saranno dunque gli attaccanti, tra i quali è nuovamente Pedersen a scattare per provare a selezionare il drappello di testa; con il danese si avvantaggiano Healy, Kwiatkowski, Stuyven, Planckaert ed Engelhardt, che nel giro di poco guadagnano 25″ sui primi inseguitori e un minuto sul secondo gruppetto, quello con Philipsen e Kooij.

Da quest’ultimo emergono Gate, Schmid e Artz, che riescono a riagganciarsi al primo gruppo inseguitore, ma alle loro spalle anche il secondo gruppo si riavvicina e il ricompattamento avviene infine a 42 chilometri dalla conclusione, quando i sei battistrada hanno ormai 1’30” di vantaggio. Verstrynge, aiutato poi anche da Campenaerts, si incarica dell’inseguimento del sestetto al comando, nel quale Pedersen vince agilmente il traguardo volante di Colombe, assicurandosi così 25 punti. Dietro, i compagni di squadra Simmons e Gee-West provano ad anticipare Philipsen per portargli via punti, ma il belga non si fa sorprendere e transita per settimo. Subito dopo lo sprint intermedio, però, in testa c’è un leggero rallentamento: Stuyven decide dunque di attaccare e coglie il momento giusto, riuscendo a guadagnare qualche secondo sugli altri a 25 chilometri dalla conclusione.

Healy prova a reagire, ma senza successo, non si trova l’accordo per organizzare l’inseguimento e Stuyven riesce così ad aumentare il proprio margine, portandolo a 30″ ai -20 dall’arrivo. Dietro, i 39 inseguitori iniziano invece a guadagnare terreno e, entrando negli ultimi 14 chilometri, vanno a riassorbire Pedersen, Healy, Kwiatkowski, Planckaert ed Engelhardt, avvicinandosi a 35″ dal solitario battistrada. A quel punto, anche gli uomini Groupama-FDJ United e Jayco AlUla iniziano a collaborare e per Stuyven la situazione si fa complicata, dato che il suo margine cala a 20″ a 6000 metri dal traguardo e con ancora la breve salita di La Commanderie da affrontare.

Lungo l’ascesa si verificano alcune accelerazioni che non fanno altro che far calare ulteriormente il vantaggio di Stuyven, che viene infine riassorbito a 3700 metri dalla conclusione. Subito dopo prova ad allungare Hagenes, seguito da Gee-West e Valgren, ma Van der Poel agisce in funzione di stopper e va a chiudere su questo tentativo e anche su quello successivo di Simmons, appena finita la salita. Anche la Lidl-Trek si porta a quel punto davanti per tenere alta l’andatura e portare tutti in volata, anche se Tarling tenta l’anticipo alla flamme rouge dell’ultimo chilometro. Il britannico non riesce a fare la differenza, ma allunga molto il gruppo nelle curve finali, nelle quali Van der Poel è bravissimo a pilotare Philipsen per poi lanciarlo perfettamente a 150 metri dal traguardo. Il belga fa subito il vuoto su tutti gli altri e va a vincere nettamente, mettendosi alle spalle Schmid e Kooij.

Risultato e Classifiche Tappa 17 Tour de France 2026

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